PAGINA IN COSTRUZIONE
GRANDE E PICCOLO RIALZO DEL SENO MASCELLARE
In molti casi, soprattutto ma non solo a carico della mascella, dopo estrazioni dentali si verifica il riassorbimento fisiologico dell'osso alveolare che prima era di sostegno ai denti ora mancanti.
Per il riassorbimento dell' osso a carico della mandibola i problemi sono relativamente minori, in quanto, causa la compattezza dell'osso, maggiore di quello mascellare, il riassorbimento è più lento e avviene nella due direzioni: verticale e trasversale.
L'osso della mascella ha la caratteristica, oltre che subire un riassorbimento più rapido causa la sua struttura meno densa e maggiormente trabecolata, di essere sottoposto ad un riassorbimento "centripeto", di modo che l'arcata mascellare tende ad appiattirsi assumendo nel tempo a carico della cresta una inclinazione sempre più orizzontale.
Ciò complica l'inserzione dell'impianto al punto di doverlo inserire con angolazioni che sono al limite del tollerabile per la costruzione seguente della protesi.
Quali soluzioni abbiamo allora:
Ritiro dell'osso mascellare.
Spesso ci troviamo di fronte a spessori ossei del tutto insufficienti all'inserzione dell'impianto, in molti casi non riguardo alla larghezza della cresta, ma all'altezza della cresta.
Intendiamo come altezza la dimensione verticale disponibile che separa la superficie ossea nella cavita' orale da quella che fa da rivestimento alla cavità del seno paranasale.
(NB: I DISEGNI ESPLICATIVI SONO IN FASE DI PREPARAZIONE)
Se l'altezza dell' osso disponibile e' inferiore ai 10mm si deve eseguire un "rialzo del seno mascellare" che consiste, attraverso una apertura eseguita lateralmente alla cresta, nell' inserire un sostituto d'osso nello spazio che si forma tra osso e membrana del seno paranasale scollando delicatamente la membrana stessa dalla superficie ossea alla quale e' appoggiata.
I sostituti d'osso piu' usati sono analoghi dell'osso umano di provenienza animale, accuratamente deantigenati (quindi senza influenza sull'organismo) e sterilizzati, senza più alcuna traccia di materiale derivante dai tessuti molli contenuti nell'osso.
Si tratta solo di granuli di varie dimensioni costituiti da fosfato di calcio, carbonato di calcio e altri costituenti dell'osso.
E' possibile anche usare particelle di osso autologo, cioè dello stesso paziente, asportato da zone vicine e inserito nella cavità eventualmente assieme ad un gel di acido polilattico e poliglicolico che crea una trama di sostegno molto efficace.
Il grande rialzo, secondo il Dott. Summers, deve essere eseguito quando la cresta ossea ha uno spessore inferiore a 3mm.
Altrimenti si può eseguire un "piccolo rialzo della cresta mascellare" detto appunto Rialzo di Summers, dal medico statunitense che lo ha ideato.
Attraverso l'opercolo creato per inserire l'impianto viene staccato dal resto della superficie ossea mediante appositi strumenti un frammento di osso corrispondente al fondo della cavità creata per l'inserimento dell'impianto stesso.
La membrana viene sollevata dalla "pressione idrostatica" creata inserendo del materiale abbastanza fuido da permettere l'inserimento nella "tenda" cosi' creata sia di osso sintetico, sia degli impianti stessi.
In questo caso bisogna attendere alcuni mesi durante i quali l'osso sintetico o deantigenato venga colonizzato e sostituito da osso del paziente, che riempie la cavita' ottenuta, integrandosi con l'impianto.
A quel punto, anche dove prima non vi era osso sufficiente, nella mascella si possono inserire impianti a sostegno di qualsiasi tipo di protesi, fissa o rimovibile.
Questo intervento è possibile eseguirlo a qualunque età. Le controindicazioni sono, oltre a quelle generali, una sinusite cronica nel seno mascellare interessato.